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PER IL RADUNO 8 GIUGNO 08

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Vespe e lambrette,rinviata la festa. Slitta  al primo luglio sfilata di mezzi dai Templi a Salerno

pubblicato sulla Città

Il mal tempo ha rovinato la festa degli appassionati dei motori in particolare quelli delle due ruote. Oggi, infatti,doveva essere il gran giorno delle due ruote:Paestum doveva ospitare la manifestazione dedicata alla mitiche Vespe e Lambrette. Organizzata dall’associazione culturale “Rosa di Pesto”,il cui presidente è Giampiero Cola,col contributo di regione Campania e Provincia di Salerno.Ma anche di azienda Autonoma Soggiorno e turismo di Capaccio,BCC di Capaccio,Federazione Universitaria Sui Generis. La kermesse di quest’anno prevedeva una lunga sfilata da Paestum a Salerno,mostre e spettacoli. La Vespa lega il proprio nome e leggenda all’immagine di Audrey Hepburn in Vacanze Romane. Più ‘spartana’,più spigolosa,la Lambretta è invece il classico scooter d’epoca. In Campania operano club per entrambi i mezzi che affiliano migliaia di appassionati che si sarebbero dovuti ritrovare alle ore 9,con l’apertura, nella zona archeologica dei Templi di Paestum,della sfilata di mezzi fino a Salerno.Alle ore 17,in piazza Cavour,erano invece in programma la mostra fotografica e l’esposizione di modelli d’epoca. Oltre a numerose “Vespe”,in vetrina ci dovevano essere anche gigantografie ed altro materiale  proveniente dal museo Piaggio di Pontedera e dal museo Innocenti Vittorio Tessera. Era stato riservato spazio anche alla Lambretta con un’esposizione di modelli unici ed introvabili. Previsti pure concerti spettacoli. Tutto rinviato,per il mal tempo,a domenica primo luglio,con programma rinviato. E per gli amanti delle quattro ruote,in arrivo il compleanno Ferrari a Salerno. Quest’anno la Rossa festeggia i 60 anni di attività. Per l’occasione è stata progettata una spettacolare iniziativa che coinvolge numerosi paesi del mondo. Prima dell’arrivo a Maranello,tra le tappe italiane,ci sarà anche Salerno.La nostra città farà da scenario suggestivo al passaggio della carovana rossa che attraverserà il 14 giugno le strade del centro  città.

DA PAESTUM A SALERNO IN LAMBRETTA E VESPA…

IL LUOGO DOVE SI CELEBRA IL MITO!
pubblicato sul Mattino di Salerno

L’iniziativa, oltre a riproporre gli aspetti storico – culturali legati a questi ciclomotori che hanno rappresentato parte della storia dell’Italia del secondo dopo guerra , ha anche finalità di promozione turistica del territorio di Paestum e zone limitrofe.Vespa o Lambretta? Questo era l’interrogativo dei giovani che alla fine degli anni Sessanta si domandavano: La “Vespa” più sbarazzina e giovanile; la “Lambretta” tecnologicamente più avanzata. Negli anni della “Dolce Vita” Vespa e Lambretta diventarono sinonimo di scooter, infatti i reportage dei corrispondenti stranieri descrivevano l’Italia come il Paese delle due ruote.Inoltre, il ruolo giocato da questi due scooter nel costume (non solo italiano) è documentato dalla presenza del veicolo in centinaia di film.Ed è una storia che continua ancora oggi. Audrey Heburn e Gregory Peck in Vacanze Romane infatti sono solo i primi di una lunga serie di attrici e attori internazionali che negli anni sono stati ripresi sullo scooter più famoso del mondo, in film che vanno da “Quadrophenia” ad “American Graffiti”, dal “Il talento di Mr. Ripley” fino a “La carica dei 102”, per non parlare di “Caro Diario”.Nelle foto, nei film e sui set, sono state “compagne di viaggio” di nomi quali Raquel Welch, Ursula Andress, Geraldine Chaplin, Joan Collins, Jayne Mansfield, Virna Lisi, Milla Jovovich, Marcello Mastroianni, Charlton Heston, John Wayne, Henry Fonda, Gary Cooper, Anthony Parkins, Jean-Paul Belmondo, Nanni Moretti, Sting, Antonio Banderas, Matt Damon, Gèrard Depardieu, jude Law, Eddie Murphy, Owen Wilson, e tanti altri.Anche Umberto Eco ha scritto di Vespa raccontando di non essersela potuta permettere in gioventù e definendola uno “strumento magico, mai veramente desiderato perché al di fuori di ogni possibile desiderio” e con questo concludendo che “nulla è rimasto bello, nel ricordo, dello strazio di quelle passioni inutili”. La Vespa ha seguito di pari passo l’evoluzione del costume e della società italiana. Da mezzo di Locomozione di massa negli anni ’50 diventa simbolo di fascinazione per i giovani degli anni ’60. Inoltre ha vissuto direttamente i temi dell’emancipazione femminile.“Chi Vespa mangia le mele” è lo slogan di una indovinatissima campagna pubblicitaria con ammiccamenti legati alla rivoluzione sessuale. Anche Alessandro Baricco in un suo scritto dedicato alla Vespa dice che “ci si poteva andare in due, espressione che immediatamente riporta a epifanie erotiche mai più provate”.La musica la riscopre a ridosso del nuovo millennio con il gruppo rock dei Lunapop.Tuttavia, quando si parla di Vespa non si può non fare riferimento alla lambretta. Parlarne è d’obbligo perché ci troviamo di fronte all’ennesimo dualismo perfetto, tipicamente italiano.I vespisti incalliti dicono che la “cugina”, che nacque un anno dopo non c’è storia perché la Vespa è un mito intramontabile che resiste e resisterà nel tempo.Qualcuno, con un pizzico di cattiveria di stampo calcistico aggiunge che la consacrazione definitiva è avvenuta nel Museo d’arte moderno di New York  dove è stata esposta come talento e prodotto migliore del design italiano…e Lambrette intorno….a quanto pare non ce ne erano!Questo è diventato non solo un grande evento ma anche adatto e godibile per tutte le età e tutte le tipologie di pubblico: dalle famiglie ai giovani.Autorità politiche. Apertura iscrizioni per passeggiata(mappe,gadget,ecc.)campagna di sicurezza stradale. Essendo quest’anno alla quinta edizione anche le istituzioni iniziano a dare grande attenzione all’evento organizzato dall’associazione Lambretta Club Campania,presieduta da Gianpiero Cola ed è stato istituzionalizzato dalla Provincia di Salerno e dal Comune di Salerno

Nicolangelo Di Stasi

Lambretta due ruote di felicità.

pubblicato sulla Gazzetta della Sapienza

Ripercorrere il cammino di un’azienda che vanta anni di vita significa incrociare il racconto delle vicende d’impresa con la storia di una nazione. Un veicolo come lo scooter  Lambretta  non ha “soltanto” caratterizzato un’epoca. Da simbolo dell’Italia che si risollevava dalla catastrofe della seconda guerra mondiale, per avviarsi a diventare uno dei primi Paesi industrializzati del mondo, Lambretta  è ben presto diventata un fenomeno di mobilità e di costume a livello internazionale. Era difficile immaginare che il passato sarebbe ritornato di moda. La Lambretta prodotta da Ferdinando Innocenti  per oltre mezzo secolo e rivale di sempre della Vespa Piaggio ha segnato un’epoca e il costume di un intera generazione di ragazzi. L’azienda all’inizio dell’attività commerciale  produceva prodotti per l’edilizia, prodotti per l’agricoltura; poi nel 1936 partecipò alla fornitura bellica. Cessata la guerra  Ferdinando Innocenti diede inizio al piano di riconversione continuando a produrre macchinari siderurgici ed impianti industriali, dando però una svolta nella costruzione di veicoli di grande diffusione popolare a costi bassi. Nasce così la lambretta. Il primo modello venne prodotto nel 1947 (Lambretta 125M) a cui fa seguito diversi modelli, tra cui la Lambretta LD, fino all’ultimo modello prodotto nel 1969 la Lambretta DL 125. Quasi sempre  si accomunano i nomi Vespa e Lambretta per indicare una sorta di dualismo nato tra opposte “fazioni” di motociclisti, sostenitori dell’una e dell’altra. In effetti, c’è sicuramente stata una sfida a distanza  tra Piaggio e Innocenti per accaparrarsi il maggior numero di clienti: è naturale tra industrie concorrenti. E di certo non sono mancate  accese discussioni tecniche tra i sostenitori della Vespa , più elegante e innovativa, e quelli della Lambretta, essenziale e garibaldina e per certi versi meccanicamente più affascinante. Ma , a onor del vero, la stragrande maggioranza di chi comprava uno scooter nella sconquassata Italia del dopoguerra non aveva certo la pretesa di valutarne attentamente la “scheda tecnica” o il giudizio estetico degli esperti. Prezzo, consumo, affidabilità venivano prima e in questo contesto c’erano solo due alternative che sostanzialmente si equivalevano, senza una prevalenza netta dell’una piuttosto che dell’altra. Vespa e Lambretta erano semplicemente dei “mezzi” con cui spostarsi, da soli, in due. Non si pensava ancora ai CV e ai Km/h. E così, alla fine degli anni ’40, il neonato “popolo” degli scooteristi era diviso in due categorie perché non c’era, in effetti, una terza alternativa. Con l’allontanarsi del dopoguerra e l’arrivo di un maggior benessere generale, si creò lo spazio per altre proposte e per  l’accendersi  di un dualismo basato sulle prestazioni che questi mezzi erano in grado di offrire. Oggi sono nati diversi club che cercano di far ritornare agli antichi splendori il fascino di questi mezzi di trasporto coinvolgendo persone di tutte le età ed entrambe i sessi. A questo scopo vengono organizzati diversi raduni in molte regioni d’Italia raccogliendo molti partecipanti che entusiasti  si ritrovano per  rivivere  quelle emozioni  vissute da giovani, con questo colgo l’occasione per ricordare il raduno che ogni anno a Paestum attira molti appassionati  e la stessa emittente televisiva Rai , questo sta a significare che  molte persone amano ricordare e collezionare ancora  il mito della Lambretta.

Nicolangelo Di Stasi

 
 
 

 

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