|
 |
|
Vespe e lambrette,rinviata la festa. Slitta
al primo luglio sfilata di mezzi dai Templi a Salerno |
| pubblicato sulla
Città |
|
Il mal tempo ha rovinato
la festa degli appassionati dei motori in particolare quelli delle due
ruote. Oggi, infatti,doveva essere il gran giorno delle due ruote:Paestum
doveva ospitare la manifestazione dedicata alla mitiche Vespe e Lambrette.
Organizzata dall’associazione culturale “Rosa di Pesto”,il cui presidente è
Giampiero Cola,col contributo di regione Campania e Provincia di Salerno.Ma
anche di azienda Autonoma Soggiorno e turismo di Capaccio,BCC di
Capaccio,Federazione Universitaria Sui Generis. La kermesse di quest’anno
prevedeva una lunga sfilata da Paestum a Salerno,mostre e spettacoli. La
Vespa lega il proprio nome e leggenda all’immagine di Audrey Hepburn in
Vacanze Romane. Più ‘spartana’,più spigolosa,la Lambretta è invece il
classico scooter d’epoca. In Campania operano club per entrambi i mezzi che
affiliano migliaia di appassionati che si sarebbero dovuti ritrovare alle
ore 9,con l’apertura, nella zona archeologica dei Templi di Paestum,della
sfilata di mezzi fino a Salerno.Alle ore 17,in piazza Cavour,erano invece in
programma la mostra fotografica e l’esposizione di modelli d’epoca. Oltre a
numerose “Vespe”,in vetrina ci dovevano essere anche gigantografie ed altro
materiale proveniente dal museo Piaggio di Pontedera e dal museo Innocenti
Vittorio Tessera. Era stato riservato spazio anche alla Lambretta con
un’esposizione di modelli unici ed introvabili. Previsti pure concerti
spettacoli. Tutto rinviato,per il mal tempo,a domenica primo luglio,con
programma rinviato. E per gli amanti delle quattro ruote,in arrivo il
compleanno Ferrari a Salerno. Quest’anno la Rossa festeggia i 60 anni di
attività. Per l’occasione è stata progettata una spettacolare iniziativa che
coinvolge numerosi paesi del mondo. Prima dell’arrivo a Maranello,tra le
tappe italiane,ci sarà anche Salerno.La nostra città farà da scenario
suggestivo al passaggio della carovana rossa che attraverserà il 14 giugno
le strade del centro città. |
|
DA
PAESTUM A SALERNO IN LAMBRETTA E VESPA…
IL
LUOGO DOVE SI CELEBRA IL MITO! |
| pubblicato sul
Mattino di Salerno |
|
L’iniziativa, oltre a riproporre gli aspetti storico – culturali legati a
questi ciclomotori che hanno rappresentato parte della storia dell’Italia
del secondo dopo guerra , ha anche finalità di promozione turistica del
territorio di Paestum e zone limitrofe.Vespa
o Lambretta? Questo era l’interrogativo dei giovani che alla fine degli anni
Sessanta si domandavano: La “Vespa” più sbarazzina e giovanile; la
“Lambretta” tecnologicamente più avanzata. Negli anni della “Dolce Vita”
Vespa e Lambretta diventarono sinonimo di scooter, infatti i reportage dei
corrispondenti stranieri descrivevano l’Italia come il Paese delle due
ruote.Inoltre, il ruolo giocato da questi due scooter nel costume (non solo
italiano) è documentato dalla presenza del veicolo in centinaia di film.Ed è
una storia che continua ancora oggi. Audrey Heburn e Gregory Peck in Vacanze
Romane infatti sono solo i primi di una lunga serie di attrici e attori
internazionali che negli anni sono stati ripresi sullo scooter più famoso
del mondo, in film che vanno da “Quadrophenia” ad “American Graffiti”, dal
“Il talento di Mr. Ripley” fino a “La carica dei 102”, per non parlare di
“Caro Diario”.Nelle foto, nei film e sui set, sono state “compagne di
viaggio” di nomi quali Raquel Welch, Ursula Andress, Geraldine Chaplin, Joan
Collins, Jayne Mansfield, Virna Lisi, Milla Jovovich, Marcello Mastroianni,
Charlton Heston, John Wayne, Henry Fonda, Gary Cooper, Anthony Parkins,
Jean-Paul Belmondo, Nanni Moretti, Sting, Antonio Banderas, Matt Damon,
Gèrard Depardieu, jude Law, Eddie Murphy, Owen Wilson, e tanti altri.Anche
Umberto Eco ha scritto di Vespa raccontando di non essersela potuta
permettere in gioventù e definendola uno “strumento magico, mai veramente
desiderato perché al di fuori di ogni possibile desiderio” e con questo
concludendo che “nulla è rimasto bello, nel ricordo, dello strazio di quelle
passioni inutili”. La Vespa ha seguito di pari passo l’evoluzione del
costume e della società italiana. Da mezzo di Locomozione di massa negli
anni ’50 diventa simbolo di fascinazione per i giovani degli anni ’60.
Inoltre ha vissuto direttamente i temi dell’emancipazione femminile.“Chi
Vespa mangia le mele” è lo slogan di una indovinatissima campagna
pubblicitaria con ammiccamenti legati alla rivoluzione sessuale. Anche
Alessandro Baricco in un suo scritto dedicato alla Vespa dice che “ci si
poteva andare in due, espressione che immediatamente riporta a epifanie
erotiche mai più provate”.La musica la riscopre a ridosso del nuovo
millennio con il gruppo rock dei Lunapop.Tuttavia, quando si parla di Vespa
non si può non fare riferimento alla lambretta. Parlarne è d’obbligo perché
ci troviamo di fronte all’ennesimo dualismo perfetto, tipicamente italiano.I
vespisti incalliti dicono che la “cugina”, che nacque un anno dopo non c’è
storia perché la Vespa è un mito intramontabile che resiste e resisterà nel
tempo.Qualcuno, con un pizzico di cattiveria di stampo calcistico aggiunge
che la consacrazione definitiva è avvenuta nel Museo d’arte moderno di New
York dove è stata esposta come talento e prodotto migliore del design
italiano…e Lambrette intorno….a quanto pare non ce ne erano!Questo è
diventato non solo un grande evento ma anche adatto e godibile per tutte le
età e tutte le tipologie di pubblico: dalle famiglie ai giovani.Autorità
politiche. Apertura iscrizioni per passeggiata(mappe,gadget,ecc.)campagna di
sicurezza stradale. Essendo quest’anno alla quinta edizione anche le
istituzioni iniziano a dare grande attenzione all’evento organizzato
dall’associazione Lambretta Club Campania,presieduta da Gianpiero Cola ed è
stato istituzionalizzato dalla Provincia di Salerno e dal Comune di Salerno Nicolangelo Di
Stasi
|
|
Lambretta due ruote di felicità. |
| pubblicato sulla
Gazzetta della Sapienza |
|
Ripercorrere il cammino di
un’azienda che vanta anni di vita significa incrociare il racconto delle
vicende d’impresa con la storia di una nazione. Un veicolo come lo scooter
Lambretta non ha “soltanto” caratterizzato un’epoca. Da simbolo dell’Italia
che si risollevava dalla catastrofe della seconda guerra mondiale, per
avviarsi a diventare uno dei primi Paesi industrializzati del mondo,
Lambretta è ben presto diventata un fenomeno di mobilità e di costume a
livello internazionale. Era difficile immaginare che il passato sarebbe
ritornato di moda. La Lambretta prodotta da Ferdinando Innocenti per oltre
mezzo secolo e rivale di sempre della Vespa Piaggio ha segnato un’epoca e il
costume di un intera generazione di ragazzi. L’azienda all’inizio
dell’attività commerciale produceva prodotti per l’edilizia, prodotti per
l’agricoltura; poi nel 1936 partecipò alla fornitura bellica. Cessata la
guerra Ferdinando Innocenti diede inizio al piano di riconversione
continuando a produrre macchinari siderurgici ed impianti industriali, dando
però una svolta nella costruzione di veicoli di grande diffusione popolare a
costi bassi. Nasce così la lambretta. Il primo modello venne prodotto nel
1947 (Lambretta 125M) a cui fa seguito diversi modelli, tra cui la Lambretta
LD, fino all’ultimo modello prodotto nel 1969 la Lambretta DL 125. Quasi
sempre si accomunano i nomi Vespa e Lambretta per indicare una sorta di
dualismo nato tra opposte “fazioni” di motociclisti, sostenitori dell’una e
dell’altra. In effetti, c’è sicuramente stata una sfida a distanza tra
Piaggio e Innocenti per accaparrarsi il maggior numero di clienti: è
naturale tra industrie concorrenti. E di certo non sono mancate accese
discussioni tecniche tra i sostenitori della Vespa , più elegante e
innovativa, e quelli della Lambretta, essenziale e garibaldina e per certi
versi meccanicamente più affascinante. Ma , a onor del vero, la stragrande
maggioranza di chi comprava uno scooter nella sconquassata Italia del
dopoguerra non aveva certo la pretesa di valutarne attentamente la “scheda
tecnica” o il giudizio estetico degli esperti. Prezzo, consumo, affidabilità
venivano prima e in questo contesto c’erano solo due alternative che
sostanzialmente si equivalevano, senza una prevalenza netta dell’una
piuttosto che dell’altra. Vespa e Lambretta erano semplicemente dei “mezzi”
con cui spostarsi, da soli, in due. Non si pensava ancora ai CV e ai Km/h. E
così, alla fine degli anni ’40, il neonato “popolo” degli scooteristi era
diviso in due categorie perché non c’era, in effetti, una terza alternativa.
Con l’allontanarsi del dopoguerra e l’arrivo di un maggior benessere
generale, si creò lo spazio per altre proposte e per l’accendersi di un
dualismo basato sulle prestazioni che questi mezzi erano in grado di
offrire. Oggi sono nati diversi club che cercano di far ritornare agli
antichi splendori il fascino di questi mezzi di trasporto coinvolgendo
persone di tutte le età ed entrambe i sessi. A questo scopo vengono
organizzati diversi raduni in molte regioni d’Italia raccogliendo molti
partecipanti che entusiasti si ritrovano per rivivere quelle emozioni
vissute da giovani, con questo colgo l’occasione per ricordare il raduno che
ogni anno a Paestum attira molti appassionati e la stessa emittente
televisiva Rai , questo sta a significare che molte persone amano ricordare
e collezionare ancora il mito della Lambretta.
Nicolangelo Di
Stasi
|
| |
| |
| |
| |
|